Fare trekking non è percorrere velocemente e in modo distratto gli ambienti, ma è al contrario, un modo per cogliere gli aspetti più veri della montagna assaporandone gli spazi e i colori.

 

Ecco alcuni dei percorsi che vi consigliamo, capaci di offrire splendidi scenari dove immergersi nella natura a 360°!

 

I CONFINI DELLA CIMA DI BELMONTE

 

Difficoltà: media

 

Tempi: 7 ore

 

Il sentiero intreccia Trentino e Alto Adige, attraversando la varietà dei paesaggi di queste montagne tra Val di Non e Val d’Ultimo: fresche foreste di larici e abeti intervallate da praterie soleggiate. L’itinerario è lungo ma offre molte opportunità di ristoro.

 

Si parte da Proves e, seguendo la strada per la Val d’Ultimo, si arriva ad un ampio piazzale, in prossimità della prima galleria, dove si può parcheggiare l’auto. Dal lato opposto della strada rispetto al parcheggio parte una strada sterrata -segnavia 8- che porta alla Malga di Cloz. Da qui si comincia a salire seguendo la segnavia 7. Si passa per Malga Poiol/OberAlm e si continua sulla segnavia 7/10 in mezzo a prati soleggiati fino al bivio con la segnavia 10 che porta fino alla cresta. Attraversando spazi aperti che regalano un panorama mozzafiato si procede, camminando con attenzione, fino alla Cima Belmonte/ Schöngrub (2461 m). Al ritorno si passa al versante altoatesino seguendo la segnavia 22 e 23 fino alla Spitzner Alm. Da qui si prosegue sulla segnavia 23 che tra pascoli e boschi porta alla Gampenalm. Dopo la malga si prende la segnavia 24 che dopo freschi ruscelli porta ai prati della Malga Castrin. La segnavia 133 e in seguito la 8 ci riaccompagnano rapidamente al parcheggio.

 

I MISTERI DEL CANYON RIO SASS

 

Difficoltà: facile

 

Tempi: 1 ora e mezza

 

Una delle più belle escursioni nella Valle dei Canyon per andare alla scoperta della profonda gola scavata dalle acque del Rio Sass sotto il paese di Fondo. La visite guidate sono organizzate dalla Cooperativa Smeraldo. La guida fornisce tutto l’equipaggiamento necessario per scendere nel canyon: mantellina impermeabile, casco e ricetrasmittente per seguire le indicazioni lungo il percorso.

Si comincia la discesa muovendosi sulle passerelle metalliche passando accanto alle fondamenta delle abitazioni più antiche del paese costruite sul ciglio della parete rocciosa. Proseguendo si segue il percorso della gola che in alcuni punti si stringe moltissimo. Le rocce del canyon sono ricoperte di muschi dal verde brillante e si presentano con le formazioni geologiche più spettacolari: marmitte dei giganti, fossili, stalattiti e stalagmiti emergono dalle pareti come sculture primitive. Il fragore dell’acqua impetuosa ci segue fino al termine del percorso in una radura rigogliosa dove il torrente incontra in raggi del sole.

 

IL MONTE PIN E SUOI ABITANTI

 

Difficoltà: media

 

Tempi: 4 ore

 

L’itinerario raggiunge una delle cime più suggestive delle Maddalene. Attraversando gli altipiani erbosi è facile incontrare gli animali che abitano questo territorio come ad esempio i camosci.

Partendo da Rumo si raggiunge in auto il piccolo abitato di Mocenigo da dove si comincia a salire per la valle di Lavazzè. La strada diventa sterrata e arriva fino alla malga Lavazzè dove si può parcheggiare.

Da qui si segue il segnavia 131-149 che attraverso il bosco porta alla località Pozon. Seguendo il sentiero 149 si arriva quindi al Lago Pin circondato da praterie rigogliose. Si continua poi con una facile salita fino a Sella del Piron: è in questo prato fresco e ombreggiato che spesso si soffermano i camosci per proteggersi dalla calura estiva. Il segnavia 131 conduce in circa 45 minuti alla cima del Monte Pin, il sentiero è ripido ma il panorama che si ammira dalla vetta è spettacolare. Al ritorno si segue a ritroso il sentiero 131 fino ai laghetti di Grumi. Arrivati alla vicina malga Grumi ci si può fermare per una piacevole sosta. Continuando in discesa si ritorna alla malga Lavazzè in 25 minuti.

 

PASSEGGIATA RINFRESCANTE ALLA CASCATA DI TRET

 

Difficoltà: facile

 

Tempi: 1 ora e 40 minuti

 

Una passeggiata tranquilla lungo le rive del Rio Novella per arrivare alla meravigliosa cascata di Tret, un gioiello prezioso e nascosto dall’ombra fresca dei boschi.

Si parte dal centro storico di Fondo per prendere la statale 238 in direzione di Passo Palade. Dopo circa 1 km si incontra un cartello con l’indicazione “Strada Vecla di Tret”.

Questo sentiero segue il corso del torrente Novella attraverso boschi di abeti e splendidi panorami fino all’abitato di Tret. Da qui partono due sentieri, uno che permette di ammirare la cascata dall’alto, il secondo, molto più suggestivo, che scende fino alla base della cascata. L’emozione è forte: l’acqua salta per 70 metri e sembra cadere direttamente dal cielo.